Il calendario di “Giù le mani…”. Un’opera d’arte di immanenza comune

2014-1

Del dottnessuno

Il calendario di “Giù le mani…” è una produzione autonoma ed indipendente della banda del Porticciolo. E’ un’opera d’arte di immanenza comune.

Sono immanenti e in “comune” le foto che ricordano la bellezza ed i momenti di organizzazione, di lotta, di festa, di sport che sono nati al Porticciolo.

Sono immanenti e “comuni” le foto della ritualizzazione “sacra” del tempo e della vita che scorre su questo pezzo di costa e di mare salernitano, come quella dedicata alla madonna che viene dal mare.

E’ immanente e “comune” il murales dell’ammaliante sirena con Aniello Toretta in motorino che la percorre “controsenso”, pensata insieme da chi ha vissuto i giorni dedicati a questo artista pastenense e realizzata su un muro comune e non in freddo sito deputato all’arte congelata.

Sono immanenti e comuni le foto che immortalano la produzione, il raccoglimento, la vita su uno dei posti più belli e godibili di Salerno. E cosa sono i proverbi del mese se non perle di saggezza comune sedimentata nel tempo nella memoria collettiva? E cosa è la meravigliosa canzone, “La pizzica del Porticciolo” che ha autori e musicisti anonimi ma dentro e intorno all’impresa di “Giù le mani…”.

Questo calendario è un’opera che valorizza il reale ed il vero, che ha attenzione e propone quello che è, quello che c’è veramente, quello che esiste materialmente ed immaterialmente. E’ un’operazione artista che documenta il divenire di un luogo per mezzo della grossa produzione che la banda di “Giù le mani…” realizza. Senza scadere mai – tranne quando inciampa, come tutti, nell’apparato di cattura del dominio – in proposizioni ideologiche, rappresentative o politiciste.

D’altra parte non poteva essere altrimenti. Anche il calendario, come tutto quello che fa e gestisce “Giù le mani…”, è stato realizzato in divenire ed in comune con tutti quelli che volevano farlo. Dalla raccolta dei soldi per stamparlo alla proposta e selezione delle foto, utilizzando tutti i mezzi all’altezza della contemporaneità che la sapienza di “Giù le mani…” mette a disposizione di chi vuole.

Si tratta di un’opera d’amore. E di odio.

Amore per il porticciolo e per la vita ed per il lavoro vivo che su di esso scorre. Odio per i pescecani che vorrebbero infestarlo, per rubarcelo.

Amore e odio dell’allegra, determinata e pericolosa banda raffigurata nel mese di febbraio: la punta emergente di un iceberg come quello su cui si infranse il Titanic.

Arrivano anche segnali inequivocabili dall’alto.

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