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Una riflessione su un fatto di cronaca dura e pesante: ‘O bbuono e ‘o malamente.

ubuoneumalament
Un fatto di cronaca dal Mattino.it
Napoli. Posillipo, rapina finisce in tragedia: morti due ragazzi

Pubblichiamo questa riflessione ripresa da fb perchè si ricollega alla questione della sicurezza che ho sollevato qui: http://costituentex.altervista.org/movida-violenta/ . E’ cronaca di Le dimensioni, la sofferenza e la tragicità dei fatti qui commentati rendono ridicoli gli appelli alla sicurezza contro la movida “violenta” a Salerno. E li svela per quelli che sono: Deliri securitari di un ayatoqua. Un trucco per recitare la parte dello sceriffo aggiustatorti, che gli ha procurato prestigio e fama. Ecco la riflessione.  

Di notizie come questa ne sentiamo tante da queste parti, è la storia di tutti i giorni. Decidete chi condannare e poi datevi l’assoluzione. Tra le varie stronzate, sputate di veleno o sincere oscillazioni etiche che si leggono e sentono tra i commenti e le reazioni a volte non riesco a galleggiarci. Devo rispondere.

Ho avuto spesso discussioni su questi fatti. Purtroppo non basta che ognuno abbia la sua idea, alcune vanno estirpate, sono mal’erba. E’ la stessa mal’erba che produce questi fatti di merda, da cui nascono idee di merda e giudizi inappellabili.

Quando quando si parla di questi fatti si può essere fraintesi facilmente. Bisogna essere precisi. E quando si è precisi si corre il rischio di tirar fuori le cose peggiori.

Premetto di non poter dare un giudizio sulla vicenda in questione, non conoscendone la dinamica se per le stronzate infarcite dai giornalisti nelle notizie di cronaca. Ma a me interessano più le “reazioni” che queste cose innescano.

Se vogliamo parlare di giustizia “fai da te” o di giustizia organizzata, perchè parliamo sempre e solo di quello che ti ruba il cellulare? Perchè ha la faccia cattiva? Viene da un posto di merda? E ha avuto zero opportunità nella vita? O perchè quando si prendono qualcosa da te in questo modo ti puntano un ferro o ti minacciano con un legno, invece di passarti la penna per firmare il contratto?

Siamo una generazione derubata di tutto. Di soldi, di tempo, di sogni, di salute, di benessere. Ci fottono dalla mattina alla sera. Ci mettono le mani in tasca quando lavoriamo, studiamo, andiamo al supermercato, viaggiamo.

E vero mi si risponde ma il problema è la “mentalità camorristica”.  Io lo capisco, fa paura, rabbia e veleno a tutti anche solo pensare di essere derubati o aggrediti. Però chiedo: quante volte accade? E quante volte invece succede che le rapine te le faccia il tuo datore di lavoro? Anche in quel caso non si tratta di aspettare che qualcuno lo uccida per esultare, ma di capire come affrontare il problema.

Se poi vogliamo uscire dalla sfera individuale capiamo che le due situazioni La rapina illegale e la rapina legale sono correlati, con poco sforzo si capisce il  come ed il perchè.

Ora io vi faccio una sfida. Andate alle Fontanelle o al Cavone e dimostrate a qualche bambino di quelle parti che c’è un’alternativa migliore che andare a fare le rapine, che non devono invidiare i loro compagni di scuola con i telefonini e le famiglie coi soldi, che d’estate vanno in vacanza invece di soffrire l’afa per strada. Spiegate loro che devono rispettare la gente che cammina per strada nelle macchine importanti. Ditegli di trovarsi un lavoro, che andassero a fare i baristi, i camerieri, i braccianti o a impastare calce.

Galleggerebbero nella miseria, invece di andare a rubare.

Io lo capisco che uno che ha uno status di vita borghese possa gioire ogni volta che uno di questi muore. E’ rassicurante per il suo status. Ma io, e penso la maggior parte della mia generazione, non potrei immedesimarmi nel tipo con la Smart senza tradire mè stesso. Anche se avessi la fortuna di avere un’auto mia. E poi se mi guardo bene, tra qualche anno potrei essere costretto a imparare da quei ragazzi l’arte di fare le rapine, se scelgo di non emigrare forzatamente o di non vendere il mio culo per pochi euro mensili salvo poi riuscire a sopravvivere per più di dieci anni.

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 La foto dell’incidente dove sono morti i ragazzi

 Il testo di “O’ bbuono e ‘o malamente”, degli Almamegretta.

“ce sta chi tiene ‘e ccarte ‘e cientomila lire / ce sta chi ind’a sacca nun tiene manco mille lire / ije so’ nato e so’ cresciuto ind’a nu quartiere / addò o arruobbi o spacci o te faje na pera / senza ‘na lira nanz’a televisione / che te dice nun sì ommo si nun tiene ‘o machinone

‘a scola ll’aggio fatta mmiezo ‘a na via / mmiezo ‘e mariuole e mmiezo ‘a polizia / e allora che vulite si vendo ‘a cucaina / si voglio magnà purrije sera e matina / si voglio stà pur’ije comm’e figlie d’e signure / co ‘e denare ind’a sacca ‘e co ‘e vestiti bbuon

iallora quanno liegge ngoppo ‘e ggiurnali / che ‘e uardie hanno acciso ati quatto criminale / pienzece bbuono tienelo a mmente / chi è ‘o bbuono e chi ‘o malamente

no pozzo suppurtà…nun me parlate cchiù ‘e moralità / nun me parlate d’onestà e criminalità

ije so’ cresciuto senza manco n’opportunità / chello che faccio ‘o ffaccio sul pe’ magnà/ ind’a chistu munno ce sta chi arrobba legalmente / e sfrutta tutte juorne a miseria ‘e ll’ata gent

e allora pecchè pe’ tutta chesta ggente / lloro so’ bbuone e ije so’ malamente?”