Un anno fa. Intorno al 15O. Rappresentanza e potenza comune

Il 14 ottobre 2011 hanno inventato altri due vice ministri per comprarsi  la maggioranza.

Sempre intorno al 15 ottobre hanno revocano il contributo di solidarietà ai ministri e ai loro accoliti lasciandolo pagare solo ai coglioni degli impiegati pubblici.

Ancora intorno al 15 ottobre si scoprono evasioni fiscali di banche, di banche non di privati, per oltre 3.500.000.000.

Ma non basta. Sempre intorno a questa data hanno cominciato le indagini sulla produzione e la commercializzazione di una polizza assicurativa che ha il solo il fine di far evadere le tasse.

Il 16 ottobre a Salerno è morto un operaio sul lavoro. E anche a Roma il sangue tanto evocato si è sparso. Non durante la grande giornata di lotta internazionale, ma tre giorni dopo, con l’annegamento di un vecchietto per il nubifragio che ha colpito la città.

Sono solo cose successe in pochi giorni intorno al 15 ottobre.

Saccheggi di risorse collettive e vite umane stroncate in poche ore. E ancora qualcuno si meraviglia che qualche milione di italiani siano incazzati neri. E che alcune centinaia di migliaia di loro considerano gli arrestati del 15 ottobre come dei nuovi partigiani. Che li considerino espressione della potenza in comune che germoglia dalla marciscenza della rappresentanza?

Ancora si stupiscono che si nutre per loro una profonda solidarietà, ritenendo le galere posti inadatti per tutti ma sopratutto per dei partigiani.

Partigiani non della vecchia e superata repubblica ma delle recomune che viene. Non di cosa pubblica (repubblica), unica e universalista, gestita e rappresentata fondata sul pubblico-privato ma partigiani delle cose comuni (recomuni) molteplici e soggettive, immanenti e irrappresentabili, fondate sulla potenza comune.

E ancora qualcuno osa scandalizzarsi perchè scoppiano delle rivolte?

dottnessuno 21.10.2011