Tunisia. Rivolte ad El Hencha

El HenchaIl 20 agosto, ad El Hencha grosso paese nel protettoraro di Sfax, seconda città tunisina, i fondamentalisti erano in riunione con l’agenzia governativa. Volevano spartirsi i fondi nazionali per l’agricoltura. E gestirli elettoralmente nelle prossime elezioni a Marzo.

La riunione era segreta perchè si trattava di cosa grossa in quanto El Hencha è una città prevalentemente agricola.

Ma ad un tratto sono giunti ospiti inattesi e non invitati. Studenti, disoccupati e militanti – gente della Rivoluzione tunisina – hanno bussato alla porta, ricordando con forza che la democrazia non è uno scherzo.

I fondamentalisti, da buoni religiosi, hanno chiamato subito la polizia che, accorsa con solerzia, ha scacciato gli “intrusi”.

Ma la notizia è circolata e la risposta è stata immediata. Sono arrivati giovani, donne e anziani dai quartieri della città ed hanno risposto all’oltraggio subito. Durante gli scontri alcune macchine della polizia e dei politici sono state date alle fiamme e la riunione è stata interotta. Ma non finisce qui.

Il 23, Ennahda il partito islamico, avendo valutato che l’incursione e la rivolta del 20 erano stati una grossa botta politica al loro potere, hanno deciso che dovevano reagire ed hanno mandato dei prezzolati in spedizione punitiva. Nel raid le carogne sono arrivate ad accoltellare uno studente che aveva osato interrompere la riunione per la spartenza.

Lo studente è andato al commissariato locale per sporgere denuncia ma è stato  arrestato.

tunisia-revoltQuesto ha scatenato la seconda insurrezione degli henchani. Il commissariato è stato assaltato. E gli scontri con la polizia sono durati tre giorni.

La polizia ha sparato lacrimogeni nelle case per snidare i ribelli. Ha rastrellato i quartieri casa per casa alla caccia dei rivoluzionari. Ha picchiato i medici e chi prestava soccorso ai feriti della popolazione, Hanno inseguito, catturato e picchiato donne. Hanno buttato in galera 65 persone.

Sembra che ancora oggi la situazione non è normata.