Sgombero ”Ex Scuola”: ultimo atto di devastazione della città

exscuolaaaLo sgombero dell’”Ex Scuola Canalone” non è una piccola vicenda. Non è solo nostra. E non è un episodio di cronaca tra i tanti. E’ in gioco un modello di città, un modo di comandare sulle nostre vite, un modo di governare i nostri tempi. Evidentemente.

Cosa hanno interrotto? Non solo l’esperienza di “un posto occupato” ma le possibilità di abitare, di vivere, di godere della vita. In questi anni di occupazione, abbiamo strappato servizi negati, ci siamo riappropriati dal basso di quelle possibilità che ci vengono ogni giorni precluse.

La nostra lotta è per l’abitare, per il reddito, per riappropriarci di spazi abbandonati e lasciati all’incuria offrendoli all’uso comune. Ma chi è il nemico della vita che cerchiamo di costruire? Mai come questa volta è chiarissimo. Sono le Grandi Opere che rendono la città succube dalla rendita.

Ci sgomberano dalle nostre case, rompono tutto il nostro lavoro di anni, privano il quartiere Canalone di uno dei pochissimi punti di vita, di socialità, di partecipazione, perché l’enorme cantiere, quello che sta bucando la montagna per la mitologica Porta Ovest, detta la sua legge speculativa.

La rendita contro i bisogni dell’abitare e contro la socialità è un beneficio per pochi contro la vita buona e libera, la felicità di recuperare ogni giorno spazi e tempi per il comune ed i suoi beni.

Inutile dire che non ci fermeranno. Non abbiamo altra scelta. Continueremo a lottare per conquistare dal basso autonomia, spazi, possibilità di vivere una vita libera dalle speculazioni. E questo non riguarda solo noi. Riguarda la città.

Vogliamo costruire amicizia e lotta con chi è convinto che questa sia la scelta fondamentale per Salerno.

Dalla nostra determinazione possono nascere delle pratiche per una città libera dai ricatti che si riappropria di tutta la ricchezza che le stanno portando via.

“ExScuola Canalone” resistente.

Alla devastazione si risponde con la condivisione. L'”Ex scuola” rioccupa. Ogni giorno assemblea permanente. Alle 20,30 si fa il punto dello stato delle cose. La nuova occupazione è ad una ventina di metri dalla vecchia, nell’area del Conservatorio, in via De Renzi.
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