Salerno. Migliaia di studenti in corteo. La rivolta non si arresta. Liberi tutti.

di exscuolacanalone

17.11.2012. Stamattina alcune migliaia di studenti delle scuole medie salernitane si sono riversate alla stazione dando vita ad un compatto ed arrabbiato corteo. I ragazzi rivendicano la libertà dei loro compagni arrestati. “Pagherete caro, pagherete tutto” è infatti lo slogan dello striscione che apre il corteo retto da una decina di giovani.

Prima dello striscione ed un furgoncino munito di sound system per diffondere musica e slogan – non sono riusciti a procurarsi “nù tre rote” come a Taranto “libero e pensante” – hanno preso posto studenti provenienti della stragrande maggioranza delle scuole di Salerno città e dalla provincia, come Cava, Battipaglia, Eboli, Montecorvino Rovella, Sarno e da altre città.
I giovani erano incazzati neri per le violenze, gli abusi e gli arresti dei poliziotti sui loro coetanei a Roma, a Torino, a Palermo come nel resto d’Italia ed in quasi tutta Europa del 14N e prima ancora a Napoli con l’assedio alla Fornero.
Si sentiva nell’aria, la rabbia di questi giovani. Al grido di “Liberi tutti, libere tutte” il corteo si è mosso nervoso invadendo corso Vittorio Emanuele. I negozi sono rimasti aperti con gli esercenti e i commessi che guardano ed invidiando la gioventù che hanno perso. Gruppi lanciano uova e vernice sulle porte delle banche finanziate e protette da Monti e dai politici europei servi della B.C.E., mentre altri correggono alcune scritte idiote che qualche figlio di papà ha fatto per il corso.
“Dieci, cento, mille occupazioni”. “Noi siamo corrente, corrente molto forte, se tocchi uno studente, c’è pericolo di morte”. Questi sono gli slogan ripetuti parecchie volte.
Il corteo ha l’autorizzazione fino a Piazza Portanova, ma gli studenti non hanno nessuna intenzione di finire la manifestazione in quella piazza. Hanno un conto in sospeso con la Provincia che da tempo rifiuta di riceverli. Vogliono parlare con l’ente sulla situazione catastrofica di alcune scuole che a volte impedisce anche lo svolgimento normale della didattica.
Per questo, all’altezza di via Velia, una buona parte del corteo si compatta staccandosi da esso e si situa alla sua testa tagliando fuori i poliziotti che lo scortano davanti, aprendo così la strada in direzione di via Roma sulla sinistra. Il resto dei manifestanti si  compatta e accelerano rimanendo da sole le forze dell’ordine che continuano a scortare un corteo che oramai non era più sul corso. I tutori dell’ordine si sono accorti di aver smarrito il corteo solo dopo alcuni minuti.
A questo punto la manifestazione è in via Roma e blocca il traffico. Slogan come “Liberi tutti e tutte” e “Pagherete caro, pagherete tutto” riecheggiano di nuovo insieme a “Non ci avrete mai come volete voi”.
Giunti all’altezza della Provincia il corteo si è fermato. Davanti al portone c’è un plotone di poliziotti in tenuta marziana con caschi, scudi, manganelli e lancia lacrimogeni che la presidiavano. Gli studenti lanciano decine di uova e carote. Le carote sono in onore delle battute del ministro dell’istruzione Profumo di qualche tempo fa.
Le porte dell’androne dell’ente si barricano velocemente, mentre i poliziotti avanzano contro gli studenti ma un gruppo di ragazze si siedono a terra dandogli le spalle. A questo punto i marziani si sono trovati con due alternative. O picchiano le donne o indietreggiano. Sono indietreggiati.
“Questo palazzo non serve a niente con tutta la gente dentro” hanno gridato i ragazzi mentre un gruppo di loro tenta l’assalto dell’ente nel tentativo di forzarne il portone per entrare. Ma la porta era sprangata dall’interno con gli impiegati che spingevano da dietro.
Il corteo a questo punto si è riavviato verso il comune. Qui ha gridato “De Luca maiale ti farai del male” e “Posa casco e manganello e vieni qua fra i ribelli, a lottare con gli studenti” ai poliziotti davanti all’ingresso del municipio.
Si giunge davanti la prefettura. “Liberi tutti e tutte”, “Manganello e polizia è questa la vostra democrazia”. Si grida. E fronteggiando la polizia si è tiene un’assemblea dai microfoni del sound system del furgone nella piazza.
Si ribadisce che arrestare studenti che lottano per difendere le loro vite ed il loro futuro è un’infamia tremenda e che sparare lacrimogeni dalle soffitte di un ministero contro giovani inermi è degno di (in)civiltà barbare.
Una bella giornata di lotta. La quantità numerica e la qualità politica che i ragazzi hanno messo in campo non si vedeva da anni. Hanno dimostrato che si può ancora lottare e che la storia può e deve continuare.
exscuolacanalone
Le foto sono di Benny Sarno