Nemica dell’umanità è la criminalità organizzata del potere, non chi si ribella e lotta

consigliaLE LOTTE NON SI ARRESTANO
Con l’operazione repressiva a carico dei compagni romani e dei disoccupati napoletani il governo, non avendo risposte da dare, cerca di neutralizzare i conflitti e le resistenze sociali che da anni vengono agiti in forma sparsa su tutto il territorio nazionale e che dalla sollevazione del 19 ottobre si sono intrecciati in un noi collettivo che si va rafforzando giorno dopo giorno e che fa tremare i palazzi.

Quello che riusciamo a leggere dietro questi arresti è la volontà politica di stroncare i movimenti di lotta per la casa che, in questa fase, rappresentano una delle punte più avanzate sul piano dell’organizzazione della conflittualità.

È il movimento che lancia l’assedio all’austerity ed alla precarietà attraverso pratiche di riappropriazione, che chiede conto delle risorse pubbliche e del loro uso e soprattutto che chiede una sola grande opera: casa e reddito per tutt*.

Le parole d’ordine infilate una dopo l’altra dicono basta alle grandi opere e chiedono che le risorse vengano messe sui bisogni, casa e reddito in primis. Ma soprattutto è un movimento che cresce ogni giorno di più incrociando gente, bisogni e rabbia diffusi cercando di tradurli in determinazione ed autorganizzazione.

È un movimento che non chiede le briciole ma rivuole tutto.

A poco serviranno denunce e arresti! La composizione sociale di questo movimento è consapevole, determinata ed indisponibile ai compromessi, non i burattini normalizzati che vorrebbero fossimo.

Signori, noi la vostra crisi non la vogliamo pagare!

Il 31 ottobre è stato agito su tutto il territorio nazionale con azioni dirette e cortei che, anche se distanti geograficamente, parlavano la stessa lingua, esprimevano la medesima rabbia e avevano finalità comuni: riprendersi i diritti, riappropriarsi del presente e del futuro.

Si tirano fuori reati del ventennio fascista e si relegano le lotte sociali a questioni di ordine pubblico invece di dare risposte concrete.

Non siamo noi i criminali ma le vostre politiche e quelle dell’europa delle banche che antepongono gli interessi del capitalismo a quelli della gente e dei territori.

Le nostre lotte non si giocano in borsa ma nelle piazze e sotto i vostri palazzi. Noi non ci arrendiamo e non elemosiniamo perchè là dove c’è il potere che reprime, ci sarà sempre la nostra resistenza.

Le lotte non si arrestano, liber* tutt* liber* subito!

Movimenti sociali contro l’Austerity – Cosenza