Massimo. La Verità non può restare in catene!

massimo4di Osvaldo Casalnuovo

Innanzitutto Vi porgo i miei ringraziamenti per la sensibilità con la quale avete accolto tutte le mie richieste e per tutto quanto sino ad ora avete fatto, dando voce ai miei appelli ed aiutandomi a far conoscere quanto è accaduto sulla scomparsa di mio figlio Massimo, la mia, accompagnata dalla Vostra collaborazione, è stata e sarà una lunga lotta contro una burocrazia a dir poco esasperante verso un accaduto dai contorni per me molto chiari fin dall’inizio, è per questo che ancora una volta faccio appello alla Vostra sensibilità e collaborazione affinché quella verità che tutti noi conosciamo venga liberata e che venga proseguito il cammino che porta al raggiungimento di quel traguardo che da tempo aspettiamo “GIUSTIZIA E VERITA’ per MASSIMO” di questo io e la mia famiglia vi saremo per sempre grati.

Come già sapete le indagini preliminari si sono concluse, sono occorsi ben 15 mesi per fare emergere una verità e cosa ancora più devastante è che devono trascorrerne ancora tanti altri “come se questi non fossero stati già lunghi!” poiché l’udienza preliminare è stata fissata per il 5 luglio 2013! Il capo di imputazione per uno dei due componenti della pattuglia è di omicidio preterintenzionale con l’aggravante di abuso di potere, da questa accusa si può capire che quello che è successo non è stato un incidente! né tantomeno che MASSIMO abbia investito qualcuno ma conferma che i due militari hanno agito in modo improvvisato, confuso e rocambolesco senza tener conto che con il loro modo di fare non hanno garantito sicurezza e incolumità, cosa che invece il regolamento prevede. Mi chiedo come mai nonostante tutto questo il Quartier Generale Dell’Arma, essendo a conoscenza degli esiti delle indagini, non abbia adottato nessun provvedimento disciplinare nei confronti dei due militari lasciando che gli stessi continuassero a svolgere il loro compito nello stesso territorio dove si è svolta la vicenda, mi chiedo se tutto questo è giusto considerato anche che viviamo in un piccolo contesto dove sia io che la mia famiglia potremmo correre il rischio di trovarci faccia a faccia con chi ci ha distrutto la vita, ci sentiamo prigionieri di un sistema che rischia di cambiare persone che per tutto l’arco della loro vita hanno vissuto in maniera onesta e rispettosa delle leggi e chi per esse le rappresenta, mi chiedo anche quale potrebbe essere la nostra reazione “se dovessimo trovarci in questa situazione” dopo tutto il dolore che ci stanno procurando e soprattutto quando nella mia memoria è ancora impresso un comunicato stampa infangante e diffamatorio nei confronti di mio figlio, voluto da un vile “di cui ancora non posso pronunciare il nome”, ma mi auguro che quanto prima io possa gridarlo a voce alta, che doveva servire a giustificare l’operato irresponsabile di un tutore dell’ordine e che ANCORA OGGI NON E’STATO SMENTITO! né è stato mai fatto in modo che non apparisse più sulle pagine di alcuni blog… è mortificante e triste sapere che chiunque voglia documentarsi sull’accaduto abbia come prima visione il contenuto di quel vile comunicato che distorce la verità su chi è mio figlio. Per questo motivo vi chiedo ancora una volta di aiutarmi nel far conoscere chi è veramente MASSIMO, ne parlo al presente perché è vivo nel cuore di tutti quelli che lo hanno conosciuto, amato e di chi ha imparato a conoscerlo attraverso queste pagine e che lo amano allo stesso modo.
Un caloroso abbraccio a tutti voi.
Osvaldo Casalnuovo