Incontri ravvicinati del terzo tipo alle soglie del porticciolo

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Una delle ultime iniziative di “Giù le mani dal Porticciolo” (foto di Francesca De Leo)

Nemmeno Steven Spielberg è riuscito a raccontarci con i suoi film il tipo di incontri ravvicinati che si sono tenuti al polo Nautico fra Ilardi ed esponenti, meglio dirigenti, meglio ancora, i capi della cooperativa Pastena 94.

L’ultimo è stato un incontro più fantastico e marketizzato del film a cui mi riferisco nel titolo.

Nel film di Ilardi & C. la devastazione del porticciolo con la ghettizzazione e l’espulsione dei suoi residenti, l’appropriazione delle spiagge e del mare da parte di ricchi avventori vengono definiti  “progetto di riqualificazione del porticciolo”. Ma allo stato non esiste nessun progetto di riqualificazione del porticciolo ma solo un progetto per un nuovo porto privato con nessun collegamento con il presente, la storia e la vita del e sul porticciolo.

Anche le dichiarazioni di condivisione dei capi della cooperativa sul nuovo porto di Salerno possono essere una pura invenzione. Si devono verificare sul campo, sul Porticciolo. Parlando con i soci della coop. “Giù le mani dal porticciolo”, che fino a oggi ha progettato, costruito e realizzato decine di iniziative civili, sociali, politiche, artistiche, sportive, coinvolgendo migliaia di residenti, ha incontrato, parlato e discusso, svariate volte, con i soci e i dirigenti della coop e non è risultato, fino a ieri – e solamente dai giornali -, una loro adesione al progetto del nuovo porto.

“Giù le mani…” è un’ organizzazione di attivisti che vive e si gode in modo immanente il porticciolo ed è l’unica che porta avanti un progetto di riqualificazione di questo posto. E non a chiacchiere. Hanno progettato, praticato e realizzato interventi di riqualificazione vera di ed in quell’area. Ristrutturato muri pericolanti, ringhiere arrugginite e panchine precarie ed instabili. Abbellito con arte e con l’educazione alla pulizia ed al riciclaggio questo bel pezzo della nostra città. Senza essere finanziati. Solo con l’autorganizzazione e l’autoproduzione. Con una grossissima produzione di lavoro vivo. Materiale ed immateriale.  Con scienza e coscienza. Ed il mainstream si inventa un’alleanza fra chi deve incassare milioni di euro e chi cerca di accaparrarsi una piccola fetta dei privilegi che la spartizione del bottino pubblico dovrà prevedere.

Gli appelli agli uomini di buona volontà di Ilardi & C. sono falsi e pretestuosi. Sono solo un ridicolo tentativo di inscenare uno spettacolo per polli, atto a coprire i loro interessi personali: Costruire un nuovo porto inutile e dannoso solo per guadagnare, speculando. Ricreando su uno specchio d’acqua, le sue spiagge, il suo demanio ed il suo spazio comune un nuovo progetto di appropriazione originaria, contro la vita e la sua riproduzione che nel porticciolo ha mille forme che vanno dalla pesca, alla cura del corpo, allo svago di grandi e piccini e alla necessarie relazioni fra umani che qui si realizzano e che senza saremmo soli. “L’un contro l’altro armati”.

Il racconto di un altro incontro ravvicinato è esilarante, pura fantascienza. Si narra di una riunione del 2006 dove i capi della Coop. non ebbero alcun sentore di “voci dissenzienti e critiche” sul progetto del nuovo porto. Forse non sentirono altre voci perchè ipnotizzati dal canto ammaliante delle sirene del potere che preannunciavano un radioso futuro per loro ed i loro amici con le promesse (neo o pre, post o trans/elettorali?) di concessione di posti barca?

I discorsi del potere sono fantastorie. Pessimi film per ingannare la gente.

Gli attivisti del porticciolo devono abbandonare ogni illusione rispetto alla funzione rappresentativa che il mainstream fagocita. Nell’era della comunicazione globale i giornali ed i media classici sono rottami. Sono diventati un dispositivo (dis)informativo che si autoalimenta incensando le caste politiche, burocratiche, (im)prenditoriali, finanziarie ed affaristiche che succhiano la linfa della vita dell’umanità.

Non credere ad una parola a quello che dicono o scrivono. Verificare tutto e sempre.

Continuando a camminare sul porticciolo. Domandando sempre, anche ai soci della coop. Pastena 94, quali sono i desideri ed i bisogni che la vita quotidianamente deposita in uno dei posti più belli e produttivi di Salerno. E non farsi affascinare dagli spettacoli del potere. Loro hanno solo i soldi. Voi avete molto di più… la vita, la gioventù e la bellezza.

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