Il sangue di Renato, il nazista e le vetrine di Genova

renatobiagettiIn questi giorni sono state emesse quasi contemporanee tre sentenze.

La prima riguarda Breivik, il nazista norvegese massacratore di 77 persone, che è stato condannato a 21 anni di galera.

La seconda è per l’assassino di Renato Biagetti, ucciso dai fascisti a fine agosto del 2006, in un agguato mentre rincasava a Roma, massacrato con otto coltellate, che ha preso 15 anni.

Mentre la terza è stata emessa per qualche vetrina rotta a Genova nel 2001 e costa 15 anni di prigione ai compagni.

Magistrati, siete ben pagati ed onorati e siamo in Europa pure noi, date almeno una parvenza di professionalità e di equità. Accordatevi. O dobbiamo pensare che la sentenza sui dieci di Genova non ha niente a che vedere con la giustizia?, ma che si è trattato di una condanna politica e di una vendetta di classe che deve molto alla paura del potere e dei potenti dell’insurrezione comune?

In tempi di crisi è meglio essere previdenti. Non è vero? O forse è che l’Italia è diventata una repubblica fondata sulle integrità delle vetrine?

Però la cosa più grave, da farci accapponare la pelle, è che neanche queste evidenze riescono a far tacere la marmaglia travagliesca & C. nell’insistere nell’illusione neonazista giustizialista.

Delle migliaia di personaggi, sfoggiati con superbia e protervia, dal nostro travagliesco amico, in anni di altisonanti denunce, nemmeno uno è in galera – se non per accidente ed eccezione più unica che rara –  mentre le galere sono stracolme solo di poveri e di chi lotta.

prbdottnessuno