Agamben, La comunità che viene, Einaudi, 1990

AGAMBEN12Qui il pdf del libro di  Girgio Agamben, La comunitù che viene, Einaudi 1990

L’essere che viene: né individuale né universale, ma qualunque. Singolare, ma senza identità. Definito, ma solo nello spazio vuoto dell’esempio. E, tuttavia, non generico né indifferente:al contrario, tale che comunque importa, oggetto proprio dell’amore». Così veniva presentatanel 1990 la prima edizione (Einaudi) di questo libro, che ben si può considerare anticipatore,di Giorgio Agamben. Anticipatore, in particolare,di quella uscita da una politica sempre più astratta e indifferente (alle persone e per le persone) chesi riassume nella volontà sempre più diffusa e praticata di «fare comunità senza più presupposti né condizioni di appartenenza». Nella Postilla 2001 aggiunta a questa edizione, l’autore non può che constatare che ciò che all’inizio era solo un’ipotesi – l’assenza d’opera, la singolarità qualunque,il bloom – è diventato realtà. Diretto a questononsoggetto, a questa «vita senza forma», il libro non ha perso nulla della sua inattualità.