Elezioni. Also sprach Sicilia: Mùti dovete restare

Le elezioni siciliane hanno tolto qualsiasi autorità al governo dell’isola. Sono andati alle urne solo la gente direttamente legata alle caste rappresentative della regione, più i tossicodipendenti dello spettacolo politico che votando lo showman Grillo hanno cercato di evitare la rota da mancanza o da inefficacia  di rappresentanza.

La nuotata nello stretto di Messina di Grillo di mussoliniana memoria è servita a  confermare la sua sovranità sui grillini siciliani e su chi lo ha votato.

Si è trattato di un 7-7,5% reale di siciliani che si è gonfiato fino ad un 15% per effetto dell’astensione. Sono dei siciliani che si sono autoconvinti di essere utili a qualcosa andando a votare per l’outsider dello spettacolo politico. Ma anche qui si è trattato di un voto “antipolitico”, secondo la cantilena mainstream, in verità di un voto antirappresentativo, e sopratutto di un voto che non sarà gestibile sul piano della governance dell’isola, sia per la dabbenaggine politica ed amministrativa degli eletti grillini, sia per l’inesistenza (e l’impossibilità) di una linea politica dell’hotel a 5 stelle.

La Sicilia ha decretato, togliendo ogni autorità rappresentativa agli eletti e liberando spazi enormi per connessioni e produzioni comuni che un epoca è finita, quella della rappresentanza.

E su questi spazi e su queste possibilità create da milioni di siciliani che bisogna avviare una grande conricerca. Ripartire da qui abbandonando una volta e per sempre l’autonomia della politica a sè stessa,

Alla rappresentanza ed ai suoi gestori pubblici-privati bisogna gridarlo con forza:“Mùti dovete restare. Also sprach Sicilia.” E non solo.

pietrobrancacciodottnessuno