Cappelle. Sgombero ed infamia

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Alcuni degli occupanti di Cappelle.

Ieri hanno sgomberato le case occupate a Cappelle. Con la forza. Ma i politici non insegnano che chi ricorrere alla forza non ha una grande ragione o non la sappia utilizzare?

Questa azione anche se eclatante e spettacolare, di per sé, non basta a ridurre all’impotenza, allo “scuorno”, le moltitudini.

Affinché la rappresentanza abbia controllo sulla società è necessario che l’esercizio della violenza sia preceduto, accompagnato e seguito dalla costruzione di un mainstream – una corrente di pensiero e di discorso di tendenza, egemonico, principale – che faccia apparire, in questo caso, degli occupanti come dei criminali e dei non aventi diritto, per far credere che le graduatorie predisposte degli enti siano trasparenti e giuste.

Ma la gente di Cappelle è gente comune, bella e brava gente. Come la stragrande maggioranza della gente comune. E’ la rappresentanza che è una “zoza”. Essa si impone non solo con l’uso della forza ma anche facendo apparire l’immanenza – la realtà, quello che è vero e reale – sporca ed indegna per candidarsi così ad essere riconosciuta come la sola possibilità di equità sociale.

Per questo, ad esempio, quell’agenzia, conosciuta dai più come un’organizzazione di strozzini autorizzati, si chiama Equitalia. Per questo hanno cercato di cancellare la parola inceneritore tentando di sostituirla con quella di termovalorizzatore. Esempi come questi di produzioni di parole e segni inventate per dividere, far fessi i proletari ce ne sono a centinaia.

cappelle2Noi pensiamo, invece, che occupare una casa, per chi ne ha bisogno, sia un atto naturale e dovuto. Sia un atto che vada incentivato dalle istituzioni per realizzarlo nella più completa visibilità e trasparenza, alla luce del sole predisponendo  un’organizzazione palese, evidente ed immanente nella pratica dell’occupazione stessa.

Infatti è solo la democrazia diretta che può garantire equità. Nella sua trasparenza i furbi non hanno spazio. Questi hanno bisogno di nascondersi in pratiche opache, ingarbugliate, non immanenti. E quale miglior terreno è più adatto per questo se non quello della burocrazia, del linguaggio oscuro ed incomprensibile del burocratese, dove un foglio ed una sigla sostituiscono e nascondono la realtà vera, reificandola – trasformarla –  in cosa  che risponda a codici astratti, partoriti, controllati e al servizio della rappresentanza? Solo la democrazia diretta, il guardarsi negli occhi, il conoscersi direttamente con l’autorganizzazione garantisce equità e verità. Con questa pratica, quella della democrazia diretta, l’occupazione diverrà una delle cose più eque e giuste possibili.

cappelle1E la democrazia diretta è oggi antagonista della rappresentanza. E’, oramai, senso comune, radicato nei molti, che politici e burocrati sono la classe sociale più degenerata che ci sia. E questi loschi figuri vorrebbero arrogarsi anche il diritto di infamare la povera gente?

Occorre allontanarsi da queste trappole. La rappresentanza è marcescente, non funziona più ed è improduttiva politicamente e socialmente. E’ questa la verità.

Occorre aiutare a far crescere, ad instaurarsi, ad “istituzionalizzarsi” la potenza comune. Anonima ed immanente.

E non c’è giustizia rappresentativa che tenga contro questa forza nascente.

Video Cappelle. Scontri per lo sgombero

Video Contro lo sgombero

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E per ultimo una testimonianza postata sul profilo fb dei Figli delle chiancarelle di  Anna Fasano.

“Ieri mattina è stato un vero abuso di potere. E’ stato picchiato un bambino di otto anni dalla celere. 20 ragazze sono state aggredite con i manganelli. Il video di Telecolore non è niente, hanno tagliato tutte le parti dove la celere maschile ci maltrattava a noi ragazze disarmate. Dovevano rispettare l’ordine del …..  di Salerno e ci chiama pure cafoni. Dai l’esempio e aiuta i tuoi cittadini.”