Appello della “Rete studenti Milano” e del “Casc Lambrate” per lo sciopero dell’11 ottobre

19102013studenti

 Manifestazione di studenti salernitani dell’anno scorso deturnata in un poster desiderante 19.10.2013 qui: Un passo oltre l’ovvio per la potenza comune

“Siate ribelli e non accettate le cose come sono. Cambiate questo mondo, è lì che vi aspetta”.
Caro ministro dell’istruzione,come potremmo non prendere alla parola questo tuo incitamento?
Dopo 2 anni di quella che chiamano austerity,noi per semplificazione preferiamo chiamarla mattanza sociale,abbiamo un quadro molto preciso della situazione sociale,politica ed economica del nostro paese;
L’economia, che secondo le teorie dei professoroni avrebbe avuto una grande ripresa,ha semplicemente visto grandissime e terrificanti privatizzazioni in ogni campo,ma segni di ripresa per chi la crisi la vive ogni giorno non se ne sono visti.
Il lavoro,base costituzionale del paese,è sempre più un miraggio,soprattutto per i piu’ giovani,con punte di disoccupazione che toccano il 40%
Il welfare sempre più inesistente e lontano da quelle che sono le esigenze concrete della popolazione;e mentre in parlamento perdono le giornate a discutere di condanne e a fare giochetti di potere,i cittadini sono costretti ad osservare un servizio sanitario sempre più in mano ai privati e sempre meno accessibile;una mobilità difficoltosa e resa impraticabile dai prezzi che continuano a lievitare,pensioni inesistenti o ridicole e assistenza al cittadino completamente annullata.
Ma dove vanno gli 80 miliardi di euro di spesa pubblica italiana?
Oltre ad una buona percentuale di sprechi(auto blu,scorte, etc etc),siamo costretti a subire la grande vergogna delle guerre e delle “grandi opere.”
Con questo termine si definiscono tutti quei mostri di inutilità,dannosità e spreco di risorse pubbliche quali ad esempio la costruzione del TAV in val di Susa:è certo entusiasmante veder correre un treno a 300 KM/h ma, se con i soldi spesi per ognuno di quei km, potessimo costruirci una scuola o ristrutturarne una decina,noi rinunceremmo volentieri all’ ebrezza della velocità.
Noi .studenti milanesi,non possiamo poi dimenticarci dell’ EXPO,l’esposizione internazionale che porterà a Milano tantissime cose giudicate fantastiche da chi ci governa: innanzitutto spese di miliardi di euro,in secondo luogo miliardi di metri cubi di cemento,e certamente tanto lavoro,in nero e sfruttato;ovviamente il tutto manovrato e sorvegliato dall’alto dalle famiglie mafiose di tutta italia.
Ribellatevi,ci dice il ministro,ma Proprio la scuola,dicastero della Carrozza,è ancora una volta l’istituzione più ignorata e de- valorizzata.
Un noto padre della costituzione scriveva che la scuola pubblica dovrebbe essere un organo costituzionale,in quanto forma i futuri cittadini,eppure essa viene denigrata e lasciata morire agonizzante da più di 20 anni senza nessuna interruzione temporale di rilievo.
Pensare che un paese povero come Cuba investa il 13% del pil nell’istruzione e noi appena il 4.7(fonti de Agostini) obbliga noi studenti a riflettere sul senso della cultura e della scuola statale;scriveva Calamandrei,giusto a questo proposito,: “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
– rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
– attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
– dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […].

EBBENE,questo discorso è stato scritto nel 1950,ma siamo sicuri che chiunque faccia parte del mondo della scuola possa facilmente accorgersi che probabilmente i ministri degli ultimi 20 anni,da Berlinguer,alla Moratti, da fioroni alla Gelmini, hanno preso questo testo come un “manuale d’uso”.
Quest’anno,il governo Letta ha stanziato 200 milioni per la scuola pubblica,ma se credono di prenderci in giro ed evitare un autunno caldo con queste briciole hanno pensato male;
cosa saranno mai 200 milioni su una spesa statale annua di 80 miliardi?
Cosa saranno mai 200 milioni paragonati agli 8 miliardi di tagli della Gelmini,di cui ancora si sentono,forti e chiari,i disastrosi effetti?
Pensare che solo in lombardia ¼ di questi soldi corrisponde al finanziamento regionale per le scuole private può ben dare l’idea dell’ingiustizia che stiamo vivendo.
Ma quali sono gli effetti di questi disastrosi tagli sistematici?
Per quanto riguarda l’ aspetto didattico,possiamo notare da un lato l’impoverimento di un corpo docenti già allo stremo delle forze da anni ;ai ragazzi con disabilità ,per mancanza di professori di sostegno,viene di fatto negato il diritto allo studio e i professori sono costretti a decine di ore di supplenza non retribuite.
Per quanto riguarda l’insegnamento vero e proprio,è sotto gli occhi di tutti il pericoloso nozionismo sterile e con pochi contenuti verso cui si stanno indirizzando i libri scolastici,con argomenti storici che si fermano agli anni ’50,e una sempre più totale chiusura di laboratori e luoghi dove praticare cio’ che viene appreso sui manuali.
In compenso si va, a detta dei ministri Profumo e Carrozza;verso una progressiva informatizzazione e computerizzazione dei plessi ; il tutto sarebbe molto interessante,se circa l’80% delle scuole lombarde non presentasse gravi pericoli strutturali,e non fossero quotidiani gli episodi di cornicioni che cadono,controsoffitti che si staccano,porte e finestre che rischiano di travolgere gli studenti etc etc.
Il responsabile di tutto ciò è la Provincia,che ha la gestione delle scuole secondarie presenti nel territorio milanese.
La risposta del presidente Podestà e dei suoi assessori è sempre la stessa:”non possiamo spendere a causa del patto di stabilità”
Ma allora che ci spieghino dove hanno trovato i soldi per trasferire il provveditorato 3 volte in pochi anni!
Perché anziché prendere in locazione stabili privati non si sono trasferiti nei luoghi pubblici di loro proprietà?
E ancora,perché dopo aver speso migliaia di euro nella ristrutturazione di alcune scuole(come la succursale dell’ Agnesi)esse sono ancora in condizioni pietose?
“Fare in ogni momento cio’ che in ogni momento è necessario fare! ”,soleva ripetere un grande rivoluzionario cubano.
Ebbene,noi,studenti medi di RETE STUDENTI MILANO E CASC LAMBRATE, riteniamo che ora più che mai è il momento di dire basta!
È il momento di organizzarci,di essere capaci di ribellarci provando a riprendere in mano il nostro presente ed il nostro futuro!
L 11 ottobre,in occasione dello sciopero nazionale studentesco,è dovere di ogni studentessa e studente di Milano e provincia non entrare a scuola e scendere in piazza,riempire le vie della città e urlare il proprio dissenso sotto i palazzi dove risiedono coloro che stanno provando a distruggere il nostro paese ed il nostro futuro!