Almeno una centrale nucleare su 144 salta in aria

fukushimaDal Corrieredellasera.it di oggi: “Fukushima, la centrale nucleare giapponese, è a «rischio di serio incidente» dopo la perdita di acqua radioattiva. L’autorità giapponese alza da 1 a 3 il livello di gravità del guasto della scorsa settimana”. Questa notizia rende attuale la ripubblicazione di un nostro articolo del 16.3.2011 qualche giorno dopo il disastro di Fukushima.

I disastri nucleari rilevanti conosciuti, quelli cioè che il mainstream non può far a meno di farci conoscere e che diventano di dominio pubblico sono quelli di Three Mile Island, isola sul fiume Susquehanna in Pennsylvania, negli Stati Uniti d’America del 1979, quello di Chernobyl in Ucrania nell’allora Unione Sovietica del 1986 e quelli di Fukushima in Giappone di pochi giorni fa.

Questo è ciò che sa la gente comune degli incidenti del nucleare. Ma questi non sono gli unici. Solo a Fukushima i guasti sono stati tre o più di cui abbiamo conosciuto solo il più disastroso, l’ultimo…

Dopo la fusione dell’atomo, rivelatesi al mondo con tutta la spettacolarità dei suoi grossi bagliori su Hiroshima e Nagasaki, abbiamo avuto qualche altro grosso problema nucleare, coperto dall’assordante silenzio della ragione di Stato. Sopratutto americani e russi. Nei siti nucleari gli incidenti che riescono a far rientrare, in più o meno di 24 ore e che non lasciano morti e feriti evidenti e immediati sul campo, i cui danni, per “lievi” radiazioni, abbiano tempi lunghi per manifestarsi, vengono catalogati e fatti passare come ordinaria o straordinaria manutenzione.

Ma anche tralasciando questi ultimi fatti, ignoti ai più, quel poco di informazione consolidata che rimane sulla iattura del nucleare, i tre incidenti indicati, ci permette di dire, senza possibilità di smentita, che almeno ogni 144 centrali nucleari una salta in aria, essendo attive nel mondo più o meno 433 centrali nucleari.

Non può esistere una fabbrica, un opificio o una semplice officina che possa avere questo livello di rischio, questo potenziale statistico di disastrosità. Figuriamoci, poi, se ci riferiamo al nucleare, la produzione più distruttiva che il genere umano abbia inventato.

Quale tipo di civiltà potrebbe sopportare che una o più di una fabbrica su 146 prima o poi salti in aria? Facendo strage di tutto quello che c’è e vive fra ed intorno ad essa? Continuando il massacro per decenni?

Immaginatevi che mondo sarebbe se ogni 144 stabilimenti, capannoni artigianali, industrie, officine, opifici o aziende che producano qualsiasi cosa dai mezzi di trasporto comprese biciclette, pattini e skate, al latte, ai jeans o quello che volete voi, uno o più di essi esploda, è esploso o esploderà.

Con una possibilità su 144 di soccombere, la vita ed il mondo sarebbero impossibili.

Il dott. nessuno.