Ad Oliveto Citra una seconda Acerra?

Titolo originale: “L’inceneritore del silenzio: nel salernitano un impianto a biomasse che smaltisce rifiuti pericolosi” di Maria Melania Barone, da you-ng.it

Tra procedure irregolari e il silenzio generale avanza la Tortora Vittorio srl. Oliveto Citra si appresta ad accogliere una seconda Acerra col benestare della Regione.

2012-07-08 09.29.33

OLIVETO CITRA – “Laddove non riescono gli enti pubblici, riescono con tutta comodità  i privati”. In un tranquillo paesino del salernitano, Oliveto Citra, i cittadini sono venuti a sapere della costruzione di un impianto per lo smaltimento di rifiuti a biomasse, ma non l’hanno presa proprio bene. L’impianto dovrebbe servire a riciclare i rifiuti per la produzione di energia elettrica, ma da come si legge dalle delibere emanate negli anni dalla Regione Campania, l’impianto a biomasse in realtà è un impianto tuttofare: nel bel mezzo del verde degli orti e dei terreni agricoli e a pochi passi dalle Terme di Contursi verranno smaltiti (qualora i lavori venissero ultimati) dalle 40 mila alle 50 mila tonnellate di rifiuti pericolosi all’anno. L’unico divieto che c’è (per fortuna) riguarda i rifiuti radioattivi su cui pendono normative internazionali.

Il nodo dolente che fa scandalo è che i cittadini ed i comitati locali non hanno mai saputo niente del progetto avanzato dalla ditta Tortora Vittorio srl, che si appresta a riconvertire l’ex impianto So.Di.Medove veniva prodotto dell’alcol denaturato.

A quanto pare l’imprenditore ha trovato più vantaggioso occuparsi di rifiuti: nell’impianto a biomasse verranno quindi smaltiti rifiuti urbani, organici ma anche chimici ed ospedalieri nonché rifiuti pericolosi fluidi e solidi.

PROCEDURE IRREGOLARI ED ITER BUROCRATICO. La vicenda non nasce ieri, ma diverso tempo fa: il progetto viene presentato nel marzo 2007 dalla Tortora srl alla Regione e al Comune di Oliveto Citri. Si rendeva quindi noto agli enti che la ditta privata aveva intenzione di riconvertire un vecchio impianto. La presentazione doveva essere fatta entro la fine di Agosto dello stesso anno e quindi fin qui è tutto regolare: la Tortora srl si è mossa nei tempi. L’approvazione del progetto presentato il 9 Novembre 2010 da parte del Comune di Oliveto Citra avviene il 3 Dicembre dello stesso anno. Ma la Tortora Srl aveva già avuto il parere favorevole del VV. F. da parte dei vigili del Fuoco (8 Gennaio 2010) e otterrà inoltre l’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) da parte della Regione Campania con decreto dirigenziale (22 Marzo 2010) per poi essere protocollata dal Comune di Oliveto Citra (14 Dicembre 2010). L’approvazione viene anche dal consorzio area sviluppo industriale (10 Dicembre 2010). Una flottiglia di approvazioni nel giro di pochi giorni. Si vede che l’impianto a biomasse piace proprio a tutti!

Il progetto ha seguito la normale procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) discussa dal Comitato il 19 dicembre 2008 e decretata dalla Regione il 5 Febbraio 2009Da questa data entro 45 giorni il progetto sarebbe dovuto essere pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regione Campania(BURC) sia cartaceo che elettronico. Ma di questa pubblicazione (che serve a rendere noto il progetto), non si trova assolutamente traccia. Paradossalmente la Regione Campania non ottempera al suo stesso decreto dove annunciava la necessità di rendere pubblico il progetto. Se ne ricorderà soltanto 3 anni dopo e così improvvisamente il progetto compare sul BURC il 19 Luglio 2012.

Perché è così importante le pubblicazione sul BURC? Si tratta di ottemperare, sulla base di normative Ministeriali e Comunitarie che fanno riferimento alle convenzioni internazionali (come quella di Aarhus, recepita dall’Italia nel 2001), nella quale si sancisce la partecipazione pubblica ai processi decisionali.  In pratica, per progetti che hanno un forte impatto ambientale, è necessario istituire un tavolo di confronto con tutti gli Enti locali, cittadini oltre ai comitati e alle associazioni per discutere sulle possibili obiezioni e le proposte. Tutto ciò non è stato fatto.

MANCA LA PROCEDURA DI VAS . Inoltre, secondo quanto stabilito dalla legge 152/2006 (art.7 comm.3) un impianto come quello che la Tortora s.r.l. si appresta ad aprire a due passi dalle terme e dai terreni agricoli nella zona industriale C9 di Oliveto Citra, dovrebbe essere sottoposta anche al VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Si tratta di una valutazione conseguente al VIA che però ha un’importanza ancora maggiore. Si tratta di costituire un tavolo con tutti gli enti e associazioni locali oltre che esperti per valutare l’impatto ambientale conseguente al funzionamento dell’impianto. In pratica si tratta di una valutazione lungimirante su quelli che potrebbero essere gli effetti a lungo termine dell’inceneritore.

IL SILENZIO DEL COMUNE DI OLIVETO. Ma di lungimiranza ad Oliveto Citra non se ne vede nemmeno l’ombra. Soprattutto non si vede la minima ombra di trasparenza. Dopo le molteplici approvazioni degli anni precedenti, ci comunica Francesco Rizzo di Rifondazione Comunista (sez Citri) che le carte sono state ottenute dai cittadini “con una certa difficoltà” in quanto chi le ha richieste è stato ostacolato. Diana Senese del Comitato NO INCENERITORI ha dichiarato che la vicenda è diventata di pubblico dominio in un modo un po’ surreale: “è stato un comune cittadino che si è insospettito per i lavori che si stavano svolgendo nella zona ed ha chiesto spiegazioni al Comune allertando anche i comitati locali”.

Nessuna trasparenza da parte del Comune quindi che ha infatti emanato diverse delibere, tutte un po’ contraddittorie tra di loro. Nell’ultima delibera si afferma infatti:

“L’Amministrazione Comunale rispetto al caso “ex So.Di.Me.” ed alle  continue inesattezze, offese ed infamie di questi giorni , PRECISA CHE  inequivocabilmente, “senza se e senza ma”,  è assolutamente contraria ad ogni tipo di impianto – inceneritore o termovalorizzatore – che possa minare l’ambiente e la salute dei cittadini  e per quanto di  sua competenza, ha messo in atto  tutti gli adempimenti necessari  per bloccare l’iniziativa.

Invita, altresì, tutti gli Enti interessati che hanno rilasciato pareri ed autorizzazioni ambientali a fare altrettanto, nel rispetto delle leggi e dei vincoli vigenti in materia”.

Tale delibera viene emanata il 24 Agosto e pubblicata il 25 Agosto sul sito comunale mentre la prima delibera del 20 Luglio affermava qualcosa di diverso: il Comune si sarebbe apprestato a bloccare i lavori della canna fumaria dell’impianto in attesa di costituire un tavolo di lavoro con i cittadini, valutare le soluzioni alle possibili obiezioni e, nel caso, optare per un “trasferimento dell’impianto” di concerto con la Regione Campania.La delibera viene emanata esattamente il giorno dopo la tardiva pubblicazione sul BURC del progetto.

Durante il Consiglio Comunale a porte aperte che si è tenuto ieri sera al Comune di Contursi, sia l’Amministrazione Comunale sia i comitati si sono fermamente impegnati a fare fronte comune per impedire che l’impianto venga ultimato ed attivato.

Ecco a cosa servirebbe il fantomatico inceneritore a biomasse di Oliveto Citra costruito dalla Tortora Vittorio srl, col benestare (almeno fino a l’altro ieri) della Regione Campania e del Comune di Oliveto:

–  Termovalorizzazione borlande rifiuti industriali, urbani, ospedalieri liquidi e monchie per un valore della produzione dichiarata di 23 mila ad una massima di 25 mila tonnellate al giono;

–   Desorbimento terre inquinate da 4500 a 6000 tonnellate annue;

– Trattamento chimico/fisico dei rifiuti pericolosi da 40mila a 50 mila tonnellate all’anno;

–  Trattamento chimico fisco/biologico dei rifiuti non pericolosi: da 60 mila ad 80 mila tonnellate all’anno;

–  Trattamento rifiuti oleosi da 18mila a 25 mila tonnellate all’anno.

Quel che sarà dell’inceneritore del silenzio è ancora incerto, ma adesso almeno i cittadini hanno avuto la possibilità di potersi esprimere e la vicenda è finalmente venuta a galla. Ad Oliveto adesso si tenta di evitare una seconda Acerra.

INCENERITORE