A Luigi Donadio. Morto come è vissuto: In estremo riservo

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Un’immagine controculturale per un uomo vissuto sempre controcorrente

Qualcuno, qui, vicino a noi, ora

Qualcuno, qui, vicino a noi, ora

e non in un film,

ha un amico morto di inedia.

E non lo sa.

Perché qui l’abbondanza

è fatta di inutilità.

E la fame di vita è vergogna.

 

Qualcuno, qui, vicino a noi, ora

e non in un reality,

ha un amico disperato.

E non lo sente.

Perché qui la serenità

è fatta di televisione.

E la disperazione è in-canali-zzata.

 

Qualcuno, qui, vicino a noi, ora

e non in un talk show,

ha un amico alienato.

E non capisce.

Perché qui l’esser sano

è fatta di status.

E l’alienazione è mascherata.

 

Qualcuno, qui, vicino a noi, ora

e non su facebook,

ha un amico in galera.

E non lo vede.

Perché qui l’essere libero

è fatto di eterodirezioni.

E la galera è già in noi.

 

Qualcuno, qui, vicino a noi, ora

e non in uno spot,

sente senza relazioni.

E non se ne accorge.

Perché qui la sensazione

è fatta per sfruttarsi.

E sentiamo senza immanenza.

 

Quasi tutti, qui, ora

e non in una idea,

moriamo sempre più.

E non c’è ne accorgiamo.

Perché qui l’essere vivo

è fatto senza comune.

E viviamo di reificata rappresentazione.

pietrobrancacciodottnessuno

Pubblichiamo un video in cui Luigi documenta la nascita del suo centro sociale “Bimbe Squatters”, sgomberato dall’Iman prima che fosse inaugurato. Allo sgombero seguì anche l’infamia.  Stesso metodo usato recentemente per buttare in strada mamme e bambini a Cappelle. Qui il video: Squatting Movie