14D. Condanna esemplare per Mario Miliucci. Lettera del padre

Pubblichiamo la lettera di Vincenzo Milucci sulla condanna del figlio Mario a due anni e sei mesi per la rivolta del 14 dicembre a P.za del Popolo a Roma. Dal manifesto del 6.2.2013 nella rubrica lettere.

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Il 14 dicembre 2010, giorno del voto di fiducia posto dal governo Berlusconi  sulla “legge Gelmini”, oltre 70.000 giovani, studenti e precari, manifestarono a Roma contro l’intento di svuotare il diritto al sapere e di trasformare le università in fabbriche di precarietà.

Dopo il lungo corteo, ci furono scontri generalizzati, in particolare a piazza del Popolo, dove un blindato fu dato alle fiamme.

La PS operò 23 arresti, tra i quali mio figlio Mario, fermato in precedenza e fatto oggetto di un feroce pestaggio, che molti hanno visto tramite il video del Fatto messo su YouTube.

Su Mario sin dall’arresto ci sono state “attenzioni particolari”, proseguite negli arresti domiciliari e il successivo obbligo di firme ed in ultimo con questa condanna esclusiva, vendicativa e sproporzionata per la semplice “resistenza”, che trasforma Mario in un capro espiatorio su cui scaricare le “colpe” della generazione precaria che osa ribellarsi alle violente misure antipopolari e coercitive dei governi.

Già perché Mario, in una giornata in cui tra governo, media e inquirenti hanno fatto a gara per suscitare allarmismo e criminalizzazione – che ha visto migliaia di giovani partecipi da Padova, Milano, Genova, Pisa, Roma, Napoli, Cosenza, Palermo – è risibile che sia rimasto l’unico a pagare, nel mentre ben hanno fatto diverse corti ad assolvere tutti gli altri.

Sin da prima, ma considerando la repressione da Genova 2001 a oggi – che vede 18.000 denunciati e processati sociali – non trovo per il “diritto di resistenza” una condanna così esemplare, 2 anni e 6 mesi, quando al massimo vengono dati 6 mesi!

La 2° Sez. di Roma è divenuta un Tribunale Speciale, che sordo ad ogni istanza costituzionale voleva punire ad ogni costo, rispolverando anche l’obbrobrio di “far ricadere sui figli le colpe dei padri”.

Colgo l’occasione per ringraziare tutte/i per gli innumerevoli attestati di vicinanza e solidarietà, che mi/ci spronano a moltiplicare gli sforzi per rinnovare e rendere giusto questo Paese, senza i quali i nostri giovani continueranno a patire precarietà, esclusione e repressione.

Intanto manifestiamo a Teramo il 9 febbraio

Liberi Tutte/i

Vincenzo Miliuccivincenzo miliucci